Come nave inquieta in cerca di tempesta che rapisce

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Si vaga nomadi come nave inquieta in cerca di tempesta
profonda, che scuote e rapisce
Non acquazzoni improvvisi di primavera
Illusori, che non durano che un attimo
Nati con un’ala soltanto per cercare l’ala mancante
e allora che sia un angelo vero e che l’ala voli lassù
dove le nuvole fan sognare e si respira aria pura
Nocchiero basta ti prego
non illuder più
Non guidar ancora verso porti senz’approdi
dove uscendo cicatrici scavano l’animo
e sanguina il cuore
non far credere primavera
se l’autunno più grigio
già attende il suo tempo
se ancora inganno ti guida
lascia qui, nomadi vaganti
senza meta nell’oceano dell’illusione nel domani (ADF)

“[…] adesso basta vaghiamo nella nebbia/nessuno conosce nessun’altro puoi guardarmi negli occhi/è tutto scritto qui […] scuoti il mio sonno docile ed arreso/fa che io ceda a sogni ardenti […] Io non so se conosci quel che sei/o sei quello che volevi somigliare ma temo che/basti un po’ di sole a scioglierci le ali e abbagliarci sai […] vedi non so più neanche parlarne/nessuno possiede nessun altro lo sai/ma guardami negli occhi è tutto scritto qui […]”
“[…]perchè se tu sapessi quanto ho camminato
e poi mischiato pane e lacrime[…]”
“[…] Io voglio solo/che arrivi sangue al cuore/voglio un sole/che arda in mezzo al cielo/io mi voglio scaldare[…]” (Amore che prendi amore che dai, Nomadi)