Dovremmo gridare sempre più e invece si appare afoni. Perché?

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La cronaca delle ultime settimane sta svelando sempre più il livello di imbarbarimento, disumanità, ingiustizia che sta trascinando l’Europa (e non solo) verso una china ogni anno più pericolosa. Una china che riporta agli anni più bui e criminali del Novecento … Tutto quanto ci circonda è la dimostrazione totale che la linea politica dei “padroni del mondo” è stata completamente null’altro che lotta di classe contro i popoli e le classi meno abbienti: la tecnocrazia finanziaria, la guerra come strumento di “lotta” contro(?) il terrorismo e di difesa (?) dei popoli, la criminalizzazione dei migranti della “fortezza europa”, lo smantellamento di ogni garanzia pubblica dei diritti sociali hanno solo reso immensamente più insicuro questo mondo, ucciso milioni e milioni di persone e esponenzialmente aumentato impoverimento e disuguaglianze. Eppure, con l’avanzare della “crisi” e della “guerra permanente”, sempre più abbiamo continuato a sentire sempre meno voci, a veder legittimata solo una narrazione del mondo, ad un’afonìa crescente di chi ha denunciato in tempi non sospetti quel che sarebbe accaduto.

Lo vediamo anche in queste settimane, impazzano le voci xenofobe e migrantofobiche, i cantori del militarismo unica via e di sempre nuove avventure belliche. Qualche mese fa l’esponente di una nota formazione della destra italica  si è “lamentata” delle reazioni che ha avuto contro, soprattutto sui social network. Si è stupita di “tanto odio” contro di lei. E tantissime voci hanno criticato, attaccato, cercato di togliere qualsiasi legittimità a “tanto odio”. Non scendo nel merito, e delle espressioni, di quello che fu definito “tanto odio”. Ma, ed è un dato di fatto, da quel versante politico quotidianamente vengono espressioni di criminalizzazione, disprezzo, dileggio, sistematica e scientifica “guerra quotidiana” combattuta a suon di bufale, menzogne, propaganda e tanto altro contro abitanti di intere regioni d’Italia, migranti, impoveriti, categorie di lavoratori, cittadini socialmente, culturalmente, politicamente impegnati. Contro tutti coloro che non sono perfettamente allineati al loro pensiero. Ma nell’Italia di oggi hanno piena legittimità e cittadinanza, possono quotidianamente gridare ed insultare ma guai a dire che se, almeno ogni tanto, rimanessero in silenzio e la smettessero male non farebbero … anche quando delirano di genocidio degli italiani, di piani di sostituzione degli italiani con i migranti e simili assurdità.

E, paradosso per i paradossi se non fosse che è a sua volta un’ingiustizia assurda (che testimonia il livello generale) chi più urla contro i migranti e la legislazione italiana che “sarebbe troppo favorevole e di lusso” (una testimonianza qui http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VSRSauSweK60HVE3, “Altro che hotel di lusso, ecco come vivono davvero i richiedenti asilo in Italia”  ), sono gli stessi che quella legislazione l’hanno quasi totalmente scritta e gestita (con la legge del 2002, con i decreti del 2008 e del 2009 e con “l’emergenza” del 2011), senza dimenticare come c’è chi ha chiuso gli occhi (vedi Mineo) ed è stato connivente, complice ed artefice di realtà come “mafia capitale” nella loro “vasta area politica”. E, se non fosse per il Papa, le comunità musulmane italiane e francesi e pochi altri, sarebbero anche l’unica voce grossa in circolo. Nel 2016, la voce dei comunisti, degli anticapitalisti, degli antirazzisti, dei pacifisti appare sempre più afona e non legittimata. Per anni abbiamo sentito il mantra del superamento delle “ideologie del Novecento”, della politica che si stava rinnovando e giungendo ad una nuova epoca. Allora perché le formazione neofasciste avanzano sempre più? Perché i revisionisti storici e le loro pansanate hanno sempre più cittadinanza? La questione, palesemente, è altrove.

“Apri il giornale c’è l’ispirazione” cantano dal 2002 i Nomadi. Ma non solo, basta semplicemente uscire di casa. Nelle nostre città aumentano sempre più le fila alle mense dei poveri mentre solitudine, abbandono, impoverimento costante devastano vite.

E’ notizia dei giorni scorsi. Chiamati i carabinieri perché da un appartamento si sentivano grida fortissime. Non erano litigi o violenze in famiglia ma solo il dramma della povertà e della solitudine che era esploso in grida disperate. A Napoli una ragazza transessuale rinuncia alle cure in ospedale (rischiando così la vita), al quale si era rivolta a seguito di problemi cardiaci, dopo essere stata offesa e dileggiata ripetutamente.

E’ notizia praticamente di queste ore, è stato dissequestrato il MUOS in Sicilia. Casualmente, sottolineano gli attivisti e le attiviste, è avvenuto negli stessi giorni dell’inizio della nuova avventura bellica in Libia … In Argentina sta giungendo al suo culmine la strategia revisionista di Macri, che ormai sta letteralmente rovesciando la storia recente del Paese con la criminalizzazione della dissidenza che ha combattuto e sconfitto la dittatura militare, con la richiesta d’arresto per Hebe de Bonafini delle Madres de Plaza de Mayo. Revisionismo, riabilitazione di una dittatura e criminalizzazione di chi ha lottato per la democrazia e la libertà. Do you remember nulla?

E’ cronaca di queste settimane: in Calabria è al centro delle indagini della magistratura quel che è stata definita la “Cosa nuova”, una supercupola al massimo livello di politica, imprenditoria, ‘ndranghetisti, massoneria, servizi segreti ed eversione nera.  E’ stato condannato, tanto per rimanere a trame di tale pasta, il “re delle ecomafie” nella “terra dei fuochi”. Un processo scaturito dalle indagini di Roberto Mancini (e che gli son costate la vita) e che, per tanti versi, rappresenta solo un primo, piccolissimo tassello, di una giustizia che è ben lontana dal giungere celere.

Sta giungendo al suo culmine la “cattiva scuola” e un trattamento nei confronti dei docenti che grida vendetta. Incredibilmente difeso da trombette (e, guarda un po’, in questo caso non esistono renziani e antirenziani, pd e antipiddini…) che non si possono che definire di regime. La sanità pubblica è sempre più in via di smantellamento. Basta girare per ospedali e cliniche private e rendersene conto. Chi ha le possibilità economiche si muove e può curarsi, grazie a sanità di supereccellenza. Se sei disoccupato, lavoratore precario, impoverito nelle tante modalità della “crisi” devi rinunciare alle cure, l’ingresso in un ospedale può essere paragonato ad un tour in un girone infernale e su di te si scaricano tutti i costi e i pesi possibili e inimmaginabili. Tutto questo in un’Italia dove, dalla “Terra dei fuochi” a Taranto, da Casale Monferrato, si può ammalarsi (e morire) anche ancora in fasce (o quasi).

E l’elenco potrebbe continuare per ore, giorni, settimane, mesi, anni. E’ l’Italia dell’unico processo in Europa per induzione in schiavitù, in cui ci sono lavoratori sfruttati, incatenati, vittime di violenze continue in ghetti e capannoni disumani e senza nessuna igiene (http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/09/15/news/violentate-nel-silenzio-dei-campi-a-ragusa-il-nuovo-orrore-delle-schiave-rumene-1.180119 http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/04/07/news/schiave-romene-per-il-governo-e-un-fenomeno-non-significativo-1.207092  senza dimenticare quel che accade in molte fabbriche dove i lavoratori sono costretti in situazioni invivibili dove in settimane di caldo estivo può accadere che l’ambulanza del 118 debba arrivare almeno 5-6 volte durante la stagione…).

Davanti a quel che ci circonda dovremmo gridare sempre più. E invece si appare sempre più afoni e ridotti al silenzio, fuori da ogni consesso sociale. Perché? Si badi bene, non mi sto con queste parole riferendo alla mancanza di grandi organizzazioni politiche, alla nostalgia per il piccìi et similia (a proposito, a furia di invocarne il ritorno, adesso ne abbiamo addirittura due. Quindi che famo? Doppia rivoluzione quotidiana, una all’ora del thé e una in prima serata?!), ai fallimenti elettorali degli anni passati. Qua la questione è troppo più importante dell’avventurismo elettoralistico, della grandezza delle “botteghe” e di quanto vi ruota intorno. La domanda prescinde da questo. Ed è per questo, la si prenda se si vuole anche solo come una provocazione (inutile? sterile? Sbagliata? faccia chi legge …), che mando queste righe a prescindere dall’appartenenza e dalla propria organizzazione politica. Perché davanti a quel che ci circonda ci dev’essere un impegno che va oltre (ed è già successo negli anni…).

Perché, al di là di questo, “nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia” (per dirla alla Guccini) ed è praticamente impossibile rimanere in silenzio, non indignarsi da mattina a sera, urlare h25 ininterrottamente. Invece sembra avvenire sempre meno, e se c’è una voce la cui forza diventa ogni giorno più flebile sembra essere quella delle sinistre, dei comunisti, di chi non si è mai arreso al militarismo e alla guerra contro “il diverso”, di chi le ingiustizie quotidiane dovrebbe sentirle nel profondo, non far dormire la notte sentendo il cuscino duro come macigno perché la voce di chi non ha voce, di chi soffre, è umiliato, rimbomba ogni ora nelle orecchie. Eppure non mancano le r-esistenze, dalla Val Susa a Bagnoli, dalle compagne e i compagni che quotidianamente denunciano mafie di ogni tipo a coloro che sono impegnati con i migranti e nelle esperienze del sindacalismo di base più avanzato e combattivo dei lavoratori, nella solidarietà internazionalista con il popolo kurdo, il popolo palestinese ed ogni altro popolo oppresso, ad altre straordinarie realtà. In occasione delle ultime comunali a Napoli c’era praticamente la certezza che vi sarebbero stati brogli e non solo. Le compagne e i compagni dell’ex Opg Je So’ Pazzo hanno dato vita ad un “controllo popolare” ai seggi, un’esperienza che si sta ripetendo e sta diventando politica fattiva e concreta dal basso (http://jesopazzo.org/index.php/blog/258-vogliamo-vincere-davvero http://jesopazzo.org/index.php/blog/267-controllo-popolare-cas http://jesopazzo.org/index.php/blog/257-programma-post-elettorale-napoli ).

 

Alessio di florio

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Informazioni su Alessio Di Florio

Militante comunista libertario e attivista eco-pacifista, referente abruzzese dell’Associazione Antimafie Rita Atria, dell'Associazione Culturale Peppino Impastato e di PeaceLink, Telematica per la Pace. Collabora tra gli altri con Telejato.it, Popoff Quotidiano e altri siti web. Autore di articoli, dossier e approfondimenti sulle mafie in Abruzzo, a partire da mercato degli stupefacenti, ciclo dei rifiuti e rotta adriatica del clan dei Casalesi, ciclo del cemento, post terremoto a L'Aquila, e sui loro violenti tentativi di dominio territoriale da anni con attentati, intimidazioni, incendi, bombe con cui le mafie mandano messaggi e tentano di marcare la propria presenza in alcune zone, neofascismo, diritti civili, denunce ambientali tra cui tutela coste, speculazione edilizia, rischio industriale e direttive Seveso.

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