Terroristi e sovversivi riciclati e su cui vige totale silenzio …

Premessa, ho sempre ripudiato ogni uso della violenza nella politica. E ogni terrorista è, per il sottoscritto, terrorista punto e basta. In questi anni non mi hanno mai interessato le campagne “innocentiste” o pro il non arresto di Cesare Battisti. Se fossi vissuto negli Anni 70 sarebbe stato per quanto mi riguarda un nemico politico. Senza se e senza ma. Premesso questo, la nuova conquista delle prime pagine e dei primi titoli da parte dell’ex pac, mi colpisce per un dettaglio non da poco. Mentre su di lui abbiamo mobilitazione di stampa, politica, forze dell’ordine e non mi ricordo cos’altro, su altri abbiamo un silenzio totale, oserei quasi dire di tomba … che ci si interessi della sua cattura e del suo arresto mi sembra – ripartendo anche da quanto ha dichiarato giorni fa il giudice Spataro – nella norma e logico in Italia. Ma come è possibile che, mentre su di lui c’è tutta questa mobilitazione, non c’è una sola vocale che viene spesa per indignarsi davanti a chi è stato condannato per banda armata e associazione sovversiva (un’organizzazione criminale che negli Anni Settanta ha riunito alcuni dei criminali più violenti dell’eversione nera e ha forgiato una generazione di stragisti, assassini, rapinatori, sequestratori), impunito dalla condanna ad oltre 5 anni solo grazie alla prescrizione scattata nei suoi 18 anni di latitanza in un Paese estero (considerato amico e vicino dall’Italia) ben protetto dai servizi segreti di quel paese (“Non ritengo, c’è scritto, è un dato obiettivo, mai smentito da nessuno… D’altro canto, altrimenti come si fa a immaginare che due latitanti italiani, segnalati come pericolosi, possano costruire lì in Inghilterra un impero economico con 1.300 appartamenti?” parole pronunciate davanti ad una commissione parlamentare non da un marxista-leninista-bolscevico ma da un avvocato eletto nelle file di Alleanza Nazionale)? O che la stessa cosa accada (anzi non accade) per la ricostituzione di un’organizzazione già sciolta in base alla Legge Scelba e su cui c’è un’ampia narrativa che la collega a crimini orrendi nella storia della nostra Repubblica come la strage di Piazza Fontana e di cui uno dei fondatori dell’epoca (e tra i rifondatori oggi) – dopo l’operato italico – divenne in America Latina uno stretto collaboratore della repressione politica di regimi come quello di Pinochet e fu tra i fondatori di un gruppo paramilitare che partecipò al colpo di stato che portò al golpe in Bolivia? Un gruppo ricostituito già accusato, nonostante sia avvenuto da soli 3 anni, di violenze politiche …
 
Tutto questo senza dimenticare che nel silenzio e giustificazionismo abbiamo anche un condannato per “Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti” nell’ambito di trattative con la mafia che va nelle scuole a parlare con i ragazzi e ad auspicare e minacciare magistrati che hanno indagato e condotto processi contro di lui di morte …
Alessio Di Florio
 
 
ps: per chi volesse rispondere “dicci chi sono, perché nascondi i nomi?” (come accaduto in passato per altre vicende) sottolineo da subito che non nascondo nulla. Basta un minimo di conoscenza e coscienza per capire perfettamente a chi si riferiscono le 2 frasi/domande qui sopra. Ma, se si pensa di vivere su un pero o nel Paese delle meraviglie, mi dispiace ma non posso farvi nulla. Se manco si conoscono le basi della storia della Repubblica Italiana – per cretinaggine, paura, omertà o coglionaggine – io non posso farvi nulla. Pure se vi dicessi anche il numero di scarpe e il codice fiscale di tizio, caio, sempronio o tal dei tali non capireste un accidenti lo stesso … E, tra l’altro, visto che i grandi starloni del sacro ordine 90 su 100 (e non solo loro, ma sulla “politica” ci vorrebbero almeno altrettanti tomi che la treccani…) il lavoro sporco, d’inchiesta, approfondimento, denuncia con coraggio e schiena dritta (spesso nonostante sono lautamente e profumatamente ricompensati) non lo fanno – preferendo che a rischiare e a sgobbare siano (quando glielo consentono) poveri cristi precari e senza tutele – e che il sottoscritto è per lor signori un indegno regolatevi voi …
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Informazioni su Alessio Di Florio

Militante comunista libertario e attivista eco-pacifista, referente abruzzese dell’Associazione Antimafie Rita Atria e di PeaceLink, Telematica per la Pace. Collabora tra gli altri con Giustizia!, Telejato.it, Casablanca, I Siciliani Giovani e altri siti web. Autore di articoli, dossier e approfondimenti sulle mafie in Abruzzo, a partire da mercato degli stupefacenti, ciclo dei rifiuti e rotta adriatica del clan dei Casalesi, ciclo del cemento, post terremoto a L'Aquila, e sui loro violenti tentativi di dominio territoriale da anni con attentati, intimidazioni, incendi, bombe con cui le mafie mandano messaggi e tentano di marcare la propria presenza in alcune zone, neofascismo, diritti civili, denunce ambientali tra cui tutela coste, speculazione edilizia, rischio industriale e direttive Seveso.

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